I bambini che arrivano al servizio clinico con ritardo di esordio del linguaggio aprono 3 campi di indagine strettamente collegati tra di loro:

Diagnostico-nosografico: il linguaggio costituisce infatti una sorta di territorio funzionale sintomatico di diversi disturbi in età evolutiva.

Prognostico: quando sia accertata la normalità di sviluppo di altre funzioni, e cioè nei casi certi di Ritardo di Linguaggio, si pone al clinico il compito di prevedere tempi e modalità di evoluzione delle competenze verbali, che è, ovviamente, tanto più complesso quanto più precoce è la fase di sviluppo del bambino L’abbassamento di età della prima valutazione è d’altra parte, fortemente raccomandabile per accrescere le possibilità che una diagnosi precoce reca alla migliore risoluzione dei quadri patologici di Disturbo Specifico d Linguaggio (D.S.L.).

Indicazione al Trattamento Logopedico: la decisione di avviare o meno il trattamento logopedico discende naturalmente dalla prognosi, ma incrocia in modo complesso altre variabili del profilo funzionale di sviluppo del soggetto, oltreché, ormai inevitabilmente ai giorni nostri nel servizio pubblico, a implicazioni di carattere economico- organizzativo Il protocollo è stato utilizzato per esaminare longitudinalmente il linguaggio di un gruppo di bambini late-talkers e di bambini con sviluppo tipico nell’età compresa tra i 27 e i 36 mesi.

I parametrici linguistici ricavati dal protocollo verranno esaminati al fine di descrivere la qualità e il  ritmo dell’evoluzione delle competenze della casistica considerata e di formulare alcune ipotesi rispetto a indici che possono assumere il ruolo di “markers” clinici nella differenziale precoce e diagnosi consentono di delineare prognosi di sviluppo diversificate.

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